Lettera del Governatore Ettore Roche

Milano, 1 febbraio 2012

Caro Presidente e Caro Segretario,

il secolo scorso è stato caratterizzato da due terribili conflitti.

Gli uomini, qualche volta, riescono a fare tesoro anche dei loro errori e hanno capito che non potevano essere la divisione e l’egoismo a indirizzare i loro destini, bensì la coesione e l’altruismo.

Questo li ha portati ad affermare non tanto e non solo i diritti dei singoli e delle nazioni, ma soprattutto quelli dell’umanità intera, come dimostrano le tante “dichiarazioni universali” che hanno costellato la storia del secondo dopoguerra.

Lo hanno ben compreso i vari popoli della nostra cara vecchia Europa a giudicare dai risultati ottenuti dopo la seconda guerra mondiale: se guardiamo alla storia degli ultimi seicento anni, gli stati che oggi la compongono, non escluso il nostro, mai avevano vissuto un periodo tanto lungo senza conflitti, periodo che continua tuttora e ciò ha contribuito a rinsaldare i legami di fratellanza che si erano allentati dopo tanti secoli di rivalità e di scontri, fino a pensare a un futuro comune e a un’Europa unita, non solo per motivi economici, come tanti di noi auspicano in un futuro non lontano.

Il messaggio della pace universale è sempre valido e sentito, ma lo è ancor più se si pensa ai tanti conflitti, piccoli e grandi, che ancora insanguinano varie parti del mondo, impedendo che si possa realizzare un vero sviluppo umano, nel suo più ampio significato del termine, possibile solo là dove sono presenti condizioni di fratellanza e di pace.

Cosa può fare il Rotary per tutto questo? Mi viene in mente subito il quarto punto dello scopo del nostro sodalizio il quale richiama la promozione alla comprensione reciproca e il diffondersi di relazioni amichevoli, come strumento per sviluppare la pace fra le nazioni.

Il Rotary ha per sua natura tale vocazione, oltre a possedere il carattere dell’internazionalità, al di là e al di sopra di ogni credo politico, religioso e ideologico.

Sappiamo tutti che di buone intenzioni è lastricata la strada dell’insuccesso, giacché siamo tutti sempre ben disposti a enunciare principi umanitari che sfiorano la dimensione della demagogia, come potrebbe obiettare qualcuno: ebbene, il Rotary non ha bisogno alcuno di rispondere a una simile obiezione, perché la sua risposta è nei fatti.

Consapevole delle sue possibilità e delle sue risorse sa molto bene quello che i tanti club sparsi per il mondo riescono a realizzare per la solidarietà e l’intesa.

Il Rotary è, ininterrottamente, impegnato a promuovere amichevoli relazioni con chiunque nelle singole comunità di appartenenza, tiene l’occhio continuamente rivolto alla promozione della comprensione universale e sa anche che deve impegnarsi ulteriormente nel testimoniare e implementare la ricerca della reciproca collaborazione per mezzo di proposte credibili e di comportamenti adeguati, concretizzandoli in strumenti reali come lo sono i tanti programmi educativi, i progetti umanitari di ogni sorta, le sovvenzioni e le borse di studio, i gemellaggi e le tante altre iniziative che non vale la pena qui menzionare.

Ricordiamo, infine, il motto di quest’anno che ci esorta ad abbracciare l’umanità.

E quale esortazione non poteva essere migliore in un mese dedicato alla comprensione.

Un caro saluto

Ettore Roche

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